Spaccio nei boschi di Piombino: Arrestati 3 uomini, sequestrati droga, armi e una pistola con matricola abrasa

Spaccio nei boschi di Piombino: Arrestati 3 uomini, sequestrati droga, armi e una pistola con matricola abrasa

In una massiccia operazione di contrasto al fenomeno dello spaccio in area boschiva, i Carabinieri del Comando Provinciale di Grosseto e dello Squadrone Cacciatori di Sardegna, supportati da ulteriori assetti specialistici dell’Arma, sono intervenuti in un’area rurale della periferia di Piombino, dove sono arrivati al termine di una prolungata attività di osservazione dedicata proprio all’individuazione di piazze di spaccio attive.

L’attività proviene da una prolungata e complicata osservazione di siti di spaccio in zona rurale di cui il territorio grossetano, soprattutto in periodo estivo, si caratterizza: man mano tuttavia il quadro si è andato meglio delineando, e i Carabinieri hanno compreso che le piazze osservate in realtà sono caratterizzate da forte mobilità sul territorio: ciò li ha portati a Piombino, in provincia di Livorno, dove alcuni soggetti da tempo seguiti si erano spostati, e dove sono intervenuti in forze.

A partecipare, come si anticipava, c’erano infatti i militari del Nucleo Investigativo con supporti delle Compagnie della Provincia di Grosseto , più una dozzina di Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, oltre ad un assetto cinofilo proveniente da Pisa San Rossore, addestrato nella ricerca di stupefacenti, nonché una aliquota di alta specializzazione dell’Arma, con capacità tecniche particolari destinate alle attività di ricerca e individuazione.

Nel complesso, un dispositivo di oltre 30 unità, che ha preso man mano possesso dell’angolo di macchia non lontano dall’abitato di Piombino, dove si sospettava potessero nascondersi e spacciare droga alcuni soggetti. E in effetti è stato così, perché alle prime ore dell’alba i Cacciatori, specializzati in interventi in contesti rurali e ambienti sfavorevoli, in particolare operazioni di ricerca e cattura, hanno individuato, immobilizzato e messo in sicurezza tre persone.

I tre sono stati colti in pratica nel sonno e non hanno opposto resistenza. L’operazione è proseguita con un’accurata perquisizione del bivacco, a cui ha provveduto anche il personale del Nucleo Cinofili, grazie ai quali sono stati trovati quantitativi importanti di vari stupefacenti (130 grammi di cocaina, 80 di hashish e una modica quantità di eroina), bilancini elettronici e soldi in contanti: in sintesi, tutto quanto dimostra l’esistenza di una fiorente attività di spaccio che i tre conducevano proprio in quella isolata porzione di bosco.

A prosecuzione, all’atto dello smantellamento della piazzola, i militari hanno proceduto a un attento rastrellamento dell’area, trovando, occultata sotto un grosso masso in parte interrato, una pistola calibro 9×21 mm., perfettamente tenuta e funzionante, ben conservata dall’umidità grazie a spessi strati di cellophane.

L’arma era corredata da ben 24 proiettili dello stesso calibro, trovati comunque non inseriti nel caricatore, pur presente e inserito nell’arma. Il tutto è stato posto sotto sequestro. In particolare l’arma, che presenta la matricola abrasa, dovrà essere sottoposta ad accertamenti tecnici grazie ai quali potrà essere possibile stabilirne la provenienza.

Una volta in caserma, i Carabinieri si sono accertati dell’identità dei tre fermati, scoprendo che uno di loro, pur giovane, aveva ben tre provvedimenti in carico, da eseguire in quanto da più di due anni non reperibile. A iniziare da un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, emesso dalla Procura per i minori di Firenze, per cui deve scontare oltre 5 anni per reati di spaccio , lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e rapina, per fatti risalenti al 2021-2022 e occorsi tra Pisa e Grosseto.

Il secondo è relativo a un ordine di esecuzione per la carcerazione del Gip di Grosseto, per resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni, commessi il 5 gennaio 2022 a Grosseto. Ma il terzo e più significativo provvedimento è quello di esecuzione di misura cautelare, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari di Grosseto, per tentato omicidio, spaccio, detenzione abusiva di arma da fuoco e resistenza a Pubblico Ufficiale, commessi a Grosseto tra agosto e settembre 2023.

Il fatto, che aveva scosso l’opinione pubblica, aveva interessato una pattuglia della Guardia di Finanza, che nel corso di un controllo in una zona di spaccio boschiva, era stata fatta oggetto di colpi d’arma da fuoco da un soggetto che pur di sottrarsi al controllo non aveva avuto scrupoli a sparare, riuscendo così a sottrarsi ai militari, facendo perdere le sue tracce confondendosi nella macchia fitta. I finanzieri fortunatamente non avevano riportato ferite.

Nell’immediatezza dei fatti, il Comando della Guardia di Finanza di Grosseto aveva avviato una serrata indagine, riuscendo in poco tempo a ricostruire il contesto in cui era avvenuta l’aggressione: un giovanissimo soggetto, che da quell’area di bosco gestiva una fiorente attività di spaccio di stupefacenti, e che non aveva avuto timore a mostrarsi in alcuni profili di note piattaforme social, in cui si presentava ovviamente con nomi di fantasia, dove erano state pubblicate foto che effettivamente lo ritraevano, e dove sfoggiava armi e soldi.

Uno che quindi non temeva nulla tranne che essere preso, e che per questo motivo non aveva avuto scrupoli non solo a sparare proditoriamente all’indirizzo di militari in divisa, ma aveva in quel frangente anche abbandonato sul posto altre due persone, italiane, risultate comunque estranee a quella grave aggressione.

Nonostante l’attività positiva condotta dalla Guardia di Finanza, e l’emissione del provvedimento restrittivo, il giovane fino a due giorni fa era ancora da ricercare, in quanto da quel momento era come sparito, ormai destinato a vivere stabilmente da fuggiasco nascondendosi nella macchia boschiva, da cui probabilmente usciva molto di rado, verosimilmente ben consapevole di dover scontare delle pene detentive serie per ciò che aveva commesso. I tre soggetti, sono stati infine associati al carcere del capoluogo labronico.




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